Film: Gomorra
Regia: Matteo Garrone
Attori: Toni Servillo, Gianfelice Imparato
Stato: Italia
Anno: 2008
Che dire d’avanti ad un affresco di tale potenza. E’ difficile dire qualcosa dopo un film di tale spessore. Ho deciso, comunque, di tornare a postare su Guglie76 dopo la visione di Gomorra. Devo dire che ero scettico, credevo che non ci fosse stato niente di nuovo sotto il sole, un classico film di mafia o al massimo un classico film di denuncia sociale.
No, assolutamente no, non sono per niente didascaliche le visioni che ci vengono presentate dall’ottimo Garrone, quello che ci propone è una discesa all’inferno e da quell’inferno non si torna più.
L’impatto estetico del film, fatto di primissimi piani, di telecamere che indugiano tra i corpi, i dialoghi il cemento, la terra e il territorio circostante, da sostanza al film e paradossalmente diventa la sua etica.
La telecamera fissa sul distributore deserto, è il simbolo di un territorio abbandonato dallo stato, è quella immagine senza commenti che ci fa scendere negli inferi.
Una nota speciale meritano i due attori Servillo e Imparato che si intercalano perfettamente su due figure di “camorristi” molto diverse da quelle che siamo abituati a vedere.
Questo nuovo cinema italiano ha tanto da dire e da far vedere, la cosa non può che farci piacere e ora la febbre sale per il divo di Sorrentino.

Ciao Simò,
ieri sera ho visto anch’io Comorra: notevole! E’ un pugno nello stomaco entrare in quei palazzoni pieni di leggi e regole cosi diverse e talvolta cosi incomprensibili ai nostri occhi.
Di fatto sono cinque racconti, che a volte si intrecciano, cinque contesti diversi in cui la mafia esiste.
P.s.: Per dare maggior realismo, si fa molto uso di riprese mobili e talvolta mosse… confesso che dalla quinta fila ne ho risentito un po’..